Pavimenti, non solo estetica: come scegliere i più adatti

Una guida per capire quale sia il pavimento adatto alla nostra casa o alla nostra attività: l’estetica conta, ma non è tutto. Ecco un focus sulla funzionalità dei tipi di pavimenti.

Il pavimento, ci dice la Treccani, è “qualsiasi struttura di rivestimento della superfice di calpestio di ambienti interni di edifici, liscia e resistente, destinata a supportare il passaggio di persone e, più raramente, di veicoli”. In aggiunta, generosamente la Treccani ci informa anche che per gli ambienti esterni l’espressione corretta è pavimentazione.

La definizione ci suggerisce che i pavimenti devono essere lisci, resistenti e funzionali. Noi sappiamo che devono avere anche un’altra qualità: devono incontrare il gusto di chi abita la casa o gestisce l’attività commerciale.

Tipologie di pavimenti per interno: il parquet

Come abbiamo detto i pavimenti devono rispondere a requisiti funzionali e canoni estetici, ma non sono esenti da mode e tendenze di design. Un esempio? La fortuna della moquette dagli anni Sessanta agli Ottanta.

Alcuni rivestimenti sono dei veri e propri classici e, pur cambiando nelle fogge, rimangono degli evergreen.

Un esempio sono i pavimenti in parquet: il rivestimento in legno che può avere diversi spessori, stili di posa e svariate colorazioni. I listelli di legno possono essere di diverse misure e destinate a pose differenti. Basti pensare ai parquet “a spina di pesce” degli anni Sessanta e ai parquet contemporanei, posati con geometrie orizzontali o verticali, spesso in legno naturale non trattato e ottenuto da foreste certificate.

Il parquet dal punto di vista funzionale è una soluzione versatile: caldo al tatto, è adatto in particolare alle camere da letto, ma oggi è utilizzato in tutti gli ambienti della casa.

Massello, impiallacciato o laminato?

Il parquet si distingue in massello, dove i listelli sono ricavati da legno massiccio di noce, ciliegio o rovere con uno spessore minimo di 2,5 cm, oppure impiallacciato. In quest’ultimo caso i listelli sono realizzati con fogli di legno, ricoperti da uno strato di essenza lignea e trattati con impermeabilizzanti. Il parquet impiallacciato è perfetto per ambienti come bagno e cucina, poiché il trattamento del materiale lo rende più resistente a macchie e umidità.

Per simulare l’effetto parquet si può utilizzare anche il laminato: in questo caso sui listelli di legno grezzo viene incollato un foglio con la stampa dell’essenza scelta, poi ricoperta con plastica trasparente.

La bioedilizia promuove anche pavimenti in parquet di bambù. Come è noto questa essenza cresce molto velocemente: ciò diminuisce l’impatto ambientale della nostra pavimentazione. Occorre però verificare che anche trattamenti e colle utilizzate siano realmente ecologiche.

Pavimenti in ceramica, pietra naturale e cemento spatolato

Un altro grande classico è il pavimento in ceramica: la gamma delle proposte è davvero ampia per colori, dimensione e forma delle piastrelle che possono essere smaltate, opache, in cotto o in gres porcellanato.

Si tratta di pavimenti che offrono diversi gradi di resistenza, dal cotto, il più delicato per la superficie porosa, al gres porcellanato, molto resistente.

Un ottimo rivestimento per pavimenti è la pietra naturale, materiale di alto profilo per eleganza e costo. Le pietre più utilizzate sono marmo, travertino, ardesia, arenaria e granito: materiali differenti di diverse fasce di prezzo.

Una delle tendenze più contemporanee per la realizzazione di pavimenti è il cemento spatolato: l’effetto finale è una superfice liscia e compatta, particolarmente adatta a case con riscaldamento a pavimento.
La gamma dei colori disponibili è ampia. Una volta conclusi i lavori, da fare rigorosamente a mano e con l’intervento di specialisti, il pavimento è resistente e totalmente impermeabile. Di solito è una soluzione che si adatta a tutti gli ambienti della casa.
C’è tuttavia un’avvertenza: se si dovesse rovinare una parte del pavimento è necessario rifare l’intera superfice.

Pavimenti in pvc e linoleum: le soluzioni che non ti aspetti

Le superfici in linoleum sono state un grande successo negli anni Settanta e ora, grazie alle nuove tecnologie di posa e produzione, sono tornate in auge. Il linoleum è ricavato da una miscela di farine di legno, resine naturali, calcare, colori e olio di lino su una base di juta.

Un’altra soluzione moderna e a costi contenuti sono i pavimenti in pvc: possono essere in rotoli o piastrelle, in una vasta gamma di colori e forme. Alcune proposte possono anche imitare la pietra naturale o altri tipi di pavimento. Ha il vantaggio di essere molto economico.

Il ritorno della moquette

La moquette sta vivendo una nuova giovinezza. Realizzato in lana, nylon o fibre acriliche, poliestere o polipropilene, questo particolare rivestimento ha acquistato un nuovo fascino. Inoltre sono disponibili vari trattamenti che rendono questo materiale antimuffa e resistente all’umidità.
Il suo principale difetto rimane comunque la difficoltà nella pulizia, specie in caso di macchie.

Un nuovo materiale per pavimenti: il sughero

Un altro rivestimento che sta avendo successo in questi anni è il sughero. Funziona nei fatti come un laminato e ha molti vantaggi: ecosostenibile, resistente a graffi e urti, elastico ed economico, più del linoleum.
Anche in questo caso la gamma di proposte è ampia sia in termini di qualità della superfice, più o meno ruvida, sia di colori, variabili dal bianco panna al dorato fino all’arancio e al beige.

Purtroppo però non è particolarmente adatto agli ambienti umidi.

Scegliere i pavimenti: a cosa fare attenzione

Abbiamo visto che le proposte disponibili per pavimenti sono davvero molte: quindi, come scegliere il più adatto?

Per una scelta oculata occorre tenere conto:

  • dell’ambiente (grado di umidità, possibilità di macchie e danneggiamenti, necessità che sia più o meno “grippante”- pensiamo per esempio al pavimento di un bagno dove la ruvidità può esser preferita ad una liscia e scivolosa),
  • della presenza in casa di animali,
  • del tempo che possiamo dedicare per la manutenzione e la pulizia (se siamo molto impegnato meglio scegliere un pavimento che non richiede, per esempio, la stesura di cere).
  • dell’isolamento acustico: se abitiamo in condominio un pavimento fonoassorbente, per esempio di sughero, potrebbe essere una buona soluzione.

La scelta dalla pavimentazione, sia in fase di costruzione che di ristrutturazione, è un passaggio delicato: sostituire un pavimento non è un intervento semplice. Occorre svuotare completamente la casa dai mobili, spesso rimuovere il pavimento esistente oppure, in caso di ricopertura, valutare il peso del materiale coprente.

Per questo è opportuno confrontarsi con professionisti esperti sugli aspetti segnalati, dal costo alla manutenzione passando durevolezza. In modo da compiere una scelta definitiva davvero adatta alle nostre esigenze e ai nostri gusti.

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