Gli impianti elettrici di ultima generazione: dalle certificazioni alla domotica

Al giorno d’oggi elettricità e internet sono considerati dei pre-requisiti “scontati”: pensiamo a quante cose nelle nostre abitazioni sono collegate all’impianto elettrico, dal frigo al sistema di riscaldamento regolato col termostato, dall’accensione delle luci a quasi tutti gli elettrodomestici.

Dall’invenzione della pila di Volta a oggi l’elettricità è stata considerata uno degli elementi determinanti della modernità.

Ma in cosa consiste un impianto elettrico e quale sarà la sua prossima evoluzione? Quali sono le soluzioni più innovative e tecnologicamente avanzate?

Gli impianti elettrici di ultima generazione: definizione ed elementi

Per comprendere che cosa siano gli impianti elettrici di ultima generazione occorre prima ripassare la nozione di sistema elettrico. Si definisce così l’insieme degli strumenti necessari per produrre, trasformare, trasmettere e distribuire l’energia elettrica. L’impianto elettrico è invece la modalità con cui l’energia arriva ad attivare le periferiche.

L’impianto elettrico domestico preleva dunque energia dalla rete di distribuzione locale e la fornisce alle nostre periferiche. Per calcolare la quantità di energia prelevata viene istallato un contatore che calcola i kilowattora consumati.

Gli impianti elettrici di ultima generazione domestici sono normalmente monofase: significa che al contatore si collegano due fili (il neutro di colore blu e la fase di colore variabile marrone, grigio o nera) che entrano nel quadro elettrico dove sono presenti due interruttori, il differenziale e l’interruttore termomagnetico.

Il primo è detto anche salvavita e calcola il differenziale tra l’elettricità in entrata e quella in uscita. Se la differenza mette a rischio la tenuta dell’impianto, l’interruttore scatta e interrompe la distribuzione. Questa situazione capitava spesso anni fa, quando gli apparecchi collegati richiedevano molta energia. Ora l’utilizzo di led e di elettrodomestici che razionalizzano i consumi rendono l’intervento del salvavita meno frequente.

Il secondo interruttore, quello termomagnetico, protegge gli impianti da eventuali contatti tra i due fili (protezione magnetica) o da un sovraccarico (protezione termica).

Gli impianti elettrici di ultima generazione sono “compartimentati”, cioè divisi in parti indipendenti, ciascuna governata dai due interruttori. Questo consente di razionalizzare l’utilizzo e preservare l’impianto più a lungo.

Il sistema elettrico è completato dalla messa a terra: un piccolo impianto all’interno di quello generale con circuiti dai fili giallo-verdi che scarica a terra le correnti vaganti su un dispersore metallico.

La domotica

Caratteristiche tecniche a parte, la vera evoluzione degli impianti elettrici di ultima generazione è la possibilità di controllarli da remoto.

Come?

Attraverso la domotica, termine che racchiude tutte quelle applicazioni e le nuove tecnologie che permettono e consentono una migliore qualità di vita all’interno delle mura domestiche.

Gli impianti domotici sono collegati all’impianto elettrico e sono gestibili da remoto grazie alla rete internet. Richiedono l’istallazione di appositi dispositivi di controllo che comunicano da remoto con una App mobile. Le applicazioni pratiche di domotica sono varie e ne nascono di nuove ogni giorno. Ecco dunque alcuni esempi di ciò che permette di fare un impianto domotico.

Esempi di applicazione domotica

L’impianto domotico permetta la gestione dell’impianto di illuminazione, consentendo accensione e spegnimento da remoto. Consente anche la creazione di “scenari”, ovvero impostazioni di illuminazione predefinite che l’utente può richiamare in varie occasione: cena, se guarda la tv, se desidera un’atmosfera particolarmente suggestiva.

Un’altra funzione degli impianti domotici è il controllo delle tapparelle o delle tende da sole, attivabili da remoto. Inoltre tende e tapparelle, se dotate di sensori, possono essere impostate per aprirsi o chiudersi se vi sono determinate condizioni di luce o particolari condizioni atmosferiche. Ad esempio le tende esterne possono chiudersi quando si alza il vento, così da evitarne rotture accidentali.

Anche il sistema d’irrigazione del giardino può essere gestito da un impianto domotico. Può esser attivato da remoto o da sensori, quando il grado di secchezza del terreno lo richiede.

La domotica può gestire anche, per esempio, il riscaldamento o il video citofono, per aprire il cancello da remoto in caso di di merce acquistata on-line anche quando non si è in casa.

Perché la domotica è così importante oggi?

Perché il suo utilizzo rende più facile e comoda (e spesso anche sicura) la vita di tutti i giorni. Inoltre, permette anche un’ottimizzazione delle risorse energetiche.
Pensiamo, d esempio, all’impianto di riscaldamento: perché sprecare energia se sappiamo di non rientrare o di rientrare tardi a casa? Oppure, se il terreno è già sufficientemente umido perché attivare l’impianto di irrigazione?

La soluzione migliore per la tua Smart Home

La soluzione migliore per chi desidera una smart home è progettarla in questo modo sin dalla sua realizzazione o ristrutturazione. Ma ci sono buone notizie anche per quanti desiderano rendere “intelligente” la propria casa già costruita.

Sono disponibili diversi kit che possono essere installati su impianti elettrici già esistenti, sempre con l’intervento di un professionista, per controllare da remoto alcune funzioni domestiche.

Sarà il professionista incaricato a valutare il migliore kit o l’opportunità di un intervento più radicale che riguardi l’intero impianto elettrico.

Quando si interviene sugli impianti elettrici è sempre necessario rivolgersi a professionisti qualificati. Gli impianti elettici devono essere realizzati a regola d’arte e sicuri. Inoltre le loro caratteristiche di sicurezza devono essere asseverate dal professionista che li ha realizzati. Si tratta di un requisito necessario e doveroso, oltre a una regola di buon senso per garantire la sicurezza di tutti coloro che abitano la casa.

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